16/06/2006

Festival del Mondo Antico. Rimini 16 giugno

Seconda giornata fitta di appuntamenti per il Festival del Mondo Antico. Tra gli eventi di maggior rilievo si segnalano nella sezione “Dialoghi” INTORNO ALL’IDEA DI NATURA UMANA, pubblica discussione sui temi originari della consapevolezza antropologica, con l’intervento di Marc Augè, Danilo Mainardi, Enrico Berti e Antonio Gnoli. “ANORESSIA E BULIMIA NEL MONDO ANTICO” sono al centro dell’intervento di Antonio Femia, al Museo della Città alle ore 15. Mentre alle 17 a Verucchio, in collegamento dall’importantissimo sito villanoviano, Patrizia Von Eles conduce e commenta un micro scavo di un nucleo di materiali provenienti da un’area villanoviana. Per la sezione “Libri nuovi per l’antico” Aldo Schiavone alle 19 a Castel Sismondo presenta Ius: l’invezione del diritto in Occidente (Einaudi 2005). Un vasto affresco storico sui tratti fondamentali della macchina giuridica occidentale e del discorso che si è costruito attorno ad essa. Tra i “Commenti magistrali” particolare rilievo occupa l’incontro con Maurizio Bettini, saggista, narratore, docente di Filologia classica all’Università di Siena, il quale dedicherà il suo intervento a Il Vangelo di Marco: un altro modo per leggerlo? In un momento in cui l’interpretazione dei testi sacri è diventata motivo di discussione anche per il grande pubblico, in conseguenza dell’uscita del best seller prima e del film campione d’incassi “Il codice Da Vinci” poi, l’intervento del professor Maurizio Bettini, all’anfiteatro romano di Rimini, costituisce senza dubbio un ulteriore interessante momento di riflessione, nonché un’opportunità, per riflettere su un argomento di non facile comprensione per i “non addetti”. “Il Vangelo di Marco costituisce uno dei testi fondamentali della nostra cultura – spiega Bettini - Gli studi neotestamentari hanno infatti permesso di accertare che questo vangelo è il primo dei tre sinottici, dunque il testo più antico che possediamo relativamente a Gesù. Inoltre questo Vangelo, assieme agli altri che in parte da lui derivano, ha influito così tanto nel nostro modo di pensare - nella nostra cultura: in senso antropologico, oltre che letterario - che merita l’attenzione anche dei non credenti. Leggerlo, significa infatti scoprire molte cose 'che già si sapevano', o meglio, vedere l'origine di molta parte di noi e delle cose che consideriamo comunque parte del nostro bagaglio culturale Inoltre, il Vangelo di Marco è un testo bellissimo dal punto di vista dell'antropologia. Esso ci offre la biografia di un personaggio - quello di Gesù - che a buon diritto rientra anche nell'indagine storico-antropologica sulla cultura antica, per la molteplicità di pratiche, rituali, credenze etc. che sono legate alla sua persona: dalla trasfigurazione all’esorcismo, dalla guarigione dei sordomuti alla maledizione del fico. Un bellissimo viaggio nell'immaginario religioso antico. La riflessione su questo testo può seguire due vie, parallele e complementari. La prima è più specificamente testuale, e si rivolge soprattutto al lessico, alla sintassi, al dialogo, e soprattutto alle modalità narrative che caratterizzano la struttura di quest'opera: nel tentativo di giungere il più vicino possibile a quelle radici del testo che le innumerevoli stratificazioni interpretative - nel loro straordinario e affascinante fulgore - rischiano paradossalmente di mettere in ombra. Questo tipo di approccio intende dunque resistere alla tentazione di leggere il Vangelo di Marco alla luce di ciò che esso ha significato dopo la sua diffusione come base di una dottrina e di una religione La seconda è più specificamente storico-antropologica, e fra le righe del testo cerca l'immagine di un personaggio - quello di Gesù - che a buon diritto rientra anche nell'indagine storico-antropologica sulla cultura antica. Questo approccio permette di costruire paragoni comparativi con altri personaggi celebri di taumaturghi greci - Empedocle, Pitagora, Apollonio di Tiana etc. - con aspetti e credenze della cultura greca e romana; con la divinazione antica. Questo tipo di riflessione permette inoltre di cogliere la struttura di fenomeni come l'esorcismo, la guarigione miracolosa, la trasfigurazione etc. che caratterizzano il vangelo; e così via. In definitiva, si tratta di leggere il Vangelo come mito – una cosa che gli stessi cristiani hanno accettato di fare almeno dalla fine del XVII secolo in poi”. Inoltre, da domani inizia un nutrito programma anche nella Repubblica di San Marino: al Museo di Stato alle 16.00 per la sezione “Sulle tracce dell'antico” una visita guidata alla mostra Primi insediamenti sul Monte Titano. Scavi e ricerche (1997-2004), che presenta i risultati delle recenti indagini archeologiche sul Monte Titano e traccia la storia degli insediamenti dall’età del bronzo finale alla seconda età del ferro. La visita sarà condotta da Paola Bigi, coordinatrice della Sezione Archeologica del Museo di Stato. E’ richiesta l’iscrizione Alle 21.30, al Teatro Titano Franco Cardini , professore di Storia medievale nella Università di Firenze, prende lo spunto dalla lettura di brani di antichi cronisti tardo antichi, come Procopio, Jordanes, Cassiodoro, per proporre una riflessione pubblica non solo su un rivolgimento epocale, ma anche sugli interrogativi posti anticamente, ma ancora attuali, sul cosiddetto “scontro di civiltà”. BARBARI: MIGRAZIONI E/O INVASIONI? Il titolo di questo importante commento magistrale con Paola Roscioli come voce recitante. Ingresso a pagamento.

[ Torna alle news ]

           

CREATTIVA.info© 2005
Designed and engineered by Nexis