07/08/2009

Presentato il Palio de lo Daino di Mondaino

Torna dal 20 al 23 agosto 2009 a Mondaino, sulle colline riminesi, il Palio de lo Daino. Un vero e proprio tuffo nel passato per ricostruire la vita, gli usi, i costumi e i festeggiamenti di un castello rinascimentale in epoca di pace. Proprio a Mondaino infatti nel 1459 si svolse un momento storico particolarmente significativo che sancì la pace tra le Signorie Malatesta e Montefeltro. Ed è per ricordare e ricostruire quel periodo di prosperità che ogni anno, dal 1988, si svolge il Palio de lo Daino. Come si legge nelle cronache riportate da Ser Guerriero da Gubbio, nel novembre del 1459 Sigismondo Pandolfo Malatesta e Federico da Montefeltro si incontrarono in quel di Mondaino per sancire una tregua fra le due Signorie. Il periodo che viene ricreato nel castello romagnolo, riporta dunque indietro di cinque secoli, in un momento di gioia quale poteva essere il giorno della riconquista di una pace attesa e auspicata. Il Palio de lo Daino rappresenta questo momento di festa nel quale le contrade di Mondaino – Borgo, Castello, San Biagio e Montebello – si sfidano nel gioco del palio per aggiudicarsi l’ambito titolo. Il gioco, in programma nella giornata di domenica, è diviso in due parti. La prima è la “corsa delle oche” a cui segue il torneo vero e proprio: una sorta di “quattro cantoni” in cui ogni volta viene escluso un giocatore. La notevole accuratezza filologica e la cura di ogni particolare, hanno reso il Palio de lo Daino tra le più affermate manifestazioni a livello nazionale, riconosciuta dal Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche. Gruppi di ricostruzione storica, antichi mestieri, artigiani, arti, botteghe, musici, cantori e giocolieri, spettacoli, oltre che le emozionanti sfide delle contrade, saranno dunque i protagonisti delle quattro notti mondainesi. Già dall'ingresso al paese gli ospiti avranno modo di apprezzare una delle novità dell'edizione 2009. Gli armati di guardia all'ingresso del paese renderanno viva la torre portaia il cui allestimento permanente è stato inaugurato il 2 giugno scorso. Il restauro e il recupero dell'ambiente tipicamente quattrocentesco, compiuto dal Comune di Mondaino e dall'Associazione culturale Tredici Torrioni attraverso i finanziamenti europei e contributi regionali e provinciali, sarà lo spazio in cui verrà ricreata la vita dei soldati, in questo caso in tempo di pace. Saranno poi gli armati dell'Associazione storica Città del Grifo di Arzignano (Vi) a ricreare scene di vita e a spiegare agli intervenuti il funzionamento delle varie armi e l'attività della guardia al tempo dei Malatesta. Per le vie del paese si troveranno selezionati artigiani che daranno dimostrazione della lavorazione dei metalli, dei tessuti, del vetro, della carta e delle pelli per riscoprire manualità ormai divenute rare: all’interno delle botteghe e lungo le vie del borgo si possono ammirare all’opera maiolicari, pittori, armaioli, liutai, amanuensi, miniatori e intarsiatori, mentre dolci melodie rinascimentali vengono riproposte per le strade e le piazze. Altra novità 2009 sarà la ricostruzione di una conceria e tintoria delle pelli. Una lavorazione che nel 1400 era presente a Mondaino e che i documenti storici collocano in località “il Pietriccio”, dove si trovavano i vecchi lavatoi. Nella piazza mondainese, anfiteatro per eccellenza, tornerà l'antica arte della falconeria con Gianluca Barone che da anni conquista il pubblico con la ipnotica bellezza dei rapaci addestrati per il volo in libertà. Tra le sue esibizioni e spiegazioni di un'arte andata perduta, anche la caccia con l'aiuto dei levrieri e nella via l'esposizione di molti esemplari. Sbandieratori, giullari, musici, predicatori, alchimisti, giocolieri, funamboli per le vie e le piazze del castello rapiranno gli intervenuti riportandoli alla gaiezza dei dì di festa, mentre il lato più oscuro del Rinascimento verrà ricreato con il “Processo alle streghe”. Dopo essere state inseguite e torturate, le malcapitate verranno sottoposte al tribunale dell'inquisizione. Al verdetto seguirà la condanna a morte e la sepoltura ad opera della Confraternita della Buona Morte. Uno spezzato di vita rinascimentale che recupera delle componenti fondamentali dell'epoca. Le confraternite erano delle associazioni parareligiose finanziate da benestanti, che prestavano vari servizi alla popolazione in difficoltà. La Confraternita della Buona Morte garantiva alle persone meno abbienti di avere una degna sepoltura. Anche nell'ospitale per la cura de li malati, oramai divenuto un classico della ricostruzione mondainese, si rappresenteranno nuovi metodi. I medici presenti daranno informazioni sui metodi contraccettivi dell'epoca, passando per rimedi esoterici del tutto infondati e inutili, che spesso si rivelavano delle vere e proprie torture per le donne, a soluzioni meccaniche più sensate ed efficaci… Non mancheranno punti ristoro assolutamente a tema con cibo giusto et salutare de l’anima e de lo corpo.

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